SULLE TRACCE DI FRANCO BATTIATO

underline;”>NEL REGNO DI FRANCO BATTIATO

Abito in una casa di collina
E userò la macchina tre volte al mese
Con 2000 lire di benzina
Scendo giù in paese
Quante lucertole attraversano la strada
Vanno veloci ed io più piano ad evitarle
Quanti giardini di aranci e limoni
Balconi traboccanti di gerani….

(Giubbe Rosse – Franco Battiato – 1989)

RIPOSTO (O JONIA) ME GENUIT Franco Battiato, il grande Franco Battiato, nasce il 23/3/1945 a Riposto quando Riposto…. non figurava sulle carte geografiche. Le biografie infatti riportano come città natale Jonia, che invano cercheremmo sulle mappe odierne. Jonia o Riposto dunque? L’arcano è presto svelato. Nel novembre 1939 un decreto legge stabilì che di due comuni, Riposto e Giarre (città geograficamente adiacenti ma caratterialmente talvolta divergenti) se ne istituisse uno solo, denominato dapprima, senza mettere troppo a dura prova la fantasia, Giarre-Riposto e poi, a partire da maggio 1942 Jonia. La fusione, combinata d’imperio, si rivelò subito un matrimonio mal riuscito che, in quanto tale, fatalmente si concluse col divorzio. Così, nel novembre del 1945, il comune di Jonia fu soppresso e dalle sue spoglie riemersero coi loro vecchi nomi Riposto e Giarre, finalmente ora felicemente separati. Ma nel frattempo, otto mesi prima, era già nato Franco Battiato. Amministrativamente a Jonia, ma a Riposto per la geografia.

Battiato

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RIPOSTO CITTA’ DI MUSICA – Franco Battiato ha dato alla luce, nel corso di una carriera ultracinquantennale impossibile da riassumere in poche righe, una sterminata produzione musicale, spaziando per generi diversi senza mai perdere un’identità e una riconoscibilità immediata. Riposto può e deve gloriarsi di avergli dato i natali. Così come può vantarsi di essere la città di nascita di uno dei più grandi cantastorie siciliani di sempre, Orazio Strano (1904-1981) e del cantautore Gregorio Alicata (nato nel 1940), assieme al quale Franco Battiato creò il sodalizio canoro battezzato “Gli Ambulanti”, e di esser stata visitata, nel 1882, da Richard Wagner, come testimoniato da una lapide posizionato alla Dogana.

SICILIA BEDDA MIA SICILIA BEDDA – Canzoni in dialetto, nomi di luoghi, usanze e tradizioni: sono tantissimi nella musica, ed in generale nella produzione artistica, di Franco Battiato i riferimenti alla Sicilia, sotto forma di immagini, profumi, impressioni, citazioni. Della canzone “Giubbe Rosse”, composta nel 1989, dichiara che “è una specie di inno alla Sicilia. Parlo dei suoi cieli e sento che tornando a vivere a Sud, ho ritrovato uno spazio che credevo mitico e invece esiste veramente, è reale”
1) ITINERARIO RIPOSTESE– Il viaggio sulle tracce di Franco Battiato inizia doverosamente da Riposto, sua città di nascita e di formazione, attraverso queste tappe:
LA CASA DELL’INFANZIA – Ad appena 150 metri dal b&b I Mastrazzi, in via da Bormida, a due passi dalla chiesa del Carmine, si trova la casa dove Battiato trascorse gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.

Riposto dal mare
IL LUNGOMARE “Un giorno da ragazzi camminavamo sul lungomare, mi disse sanno già di noi, vieni a casa ti presento ai miei” (da “Il mito dell’amore – 1988); “Io stavo sempre seduto sopra un muretto a guardare il mare” (da Sequenze e frequenze – 1973). Vale la pena correre, camminare o pedalare sul lungomare vegliati dallo Jonio ad est, e dall’Etna a Ovest, Ampio, spazioso, contornato da muretti di pietra lavica, provvisto di una pista ciclabile larga ed illuminato nel tratto, di circa 3 Km, che collega il centro di Riposto ed uno dei suoi quartieri, Torre Archirafi, a sud. Contraddistinto anche dalla presenza di alcuni orologi solari. A nord di Riposto prosegue verso Fondachello e Marina di Cottone.

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IL MERCATO DEL PESCE – citato nel brano “Giubbe Rosse” (“Passare dal mercato del pesce”) e immortalato nel video della canzone stessa. E’ in stile liberty, fronteggia il moderno e funzionale “Porto dell’Etna Marina di Riposto” ed in prossimità dell’Istituto Nautico, uno dei più antichi e prestigiosi d’Italia.

perduto amore film
PERDUTO AMOR – Franco Battiato si è cimentato anche come regista cinematografico. Il suo primo film, Perduto amor, uscito nelle sale nel maggio 2003, è stato girato, in parte, anche a Riposto. La pellicola si apre su Corso Italia, la via principale pavimentata a basolato lavico, in lieve ma inesorabile salita da mare a monte su cui si affacciano molti palazzi di fine 800/inizio 900 in stile liberty, che collega senza soluzione di continuità Riposto e Giarre. Nel film, al numero 95 del corso venne individuata la casa del protagonista, Ettore Corvaja, alter ego di Battiato stesso. Nel cortile interno di questa abitazione si svolge una delle prime scene, quella delle sarte al lavoro. Tra queste mura, per alcuni anni, quasi a voler conservare la memoria del film, rimase aperto un caffè letterario denominato Cuba libro. Sulla vicina e stretta Via Gramsci si muove una combriccola di personaggi in maschera che raggiunge la casa di Ettore.

Via Cavour

LA FERROVIA CIRCUMETNEA – “A litturina da Ciccum-Etnea” è citata nel brano cantato in dialetto “Stranizza d’Amuri”, del 1979. La linea ferroviaria, che permette di gustarsi a velocità lenta i meravigliosi scenari naturali dei paesi etnei fra vigneti, agrumeti, uliveti e pistacchieti, e“sciare delle ginestre” (la parola sciara è di derivazione araba e sta a significare“lingue di fuoco”, quindi il portato di un eruzione vulcanica) è lunga 111 Km e ha come stazione di partenza Riposto, in Piazza Cardinale Dusmet, e di arrivo Catania Borgo. Mediatamente occorrono più di tre ore per percorrere l’intera tratta, trasbordo a Randazzo compreso. Una littorina arrancante fra colate laviche si ammira nel film Perduto Amor. A bordo un professore, interpretato dal pianista Antonio Ballista, storico collaboratore di Battiato, fulmina a parole alcuni giovinastri presuntuosi ed ignoranti.
VADDUNISCAMMACCA – “’Ndovadduni da Scammacca/ i carritteri ogni tanti lassaunu i loru bisogni/ e i muscuni ci abbulaunusupra./Iemmu a caccia di lucettuli.” (Stranizzad’amuri – 1979). Cosa e dove fosse esattamente questo Vadduni Scammacca rimane un mistero. Quasi certamente un ruscello o un piccolo torrente che non esiste più, tombato e trasformato in strada. Una ipotesi lo identifica col torrente del folletto (personaggio favolistico a cui è legata una leggenda ripostese) che correva lungo l’attuale Circonvallazione Sturiale, nelle vicinanze della casa d’infanzia di Battiato e della stazione della Circumetnea. Altre ipotesi lo situano più ad occidente, verso Giarre, lungo Via Piersanti Mattarella o Via Libertà.Scammacca è invece è un il cognome di una dinastia di possidenti terrieri attiva fra Santa Venerina e Riposto.
ALTRO A RIPOSTO – Nell’album “Mademoiselle le Gladiator” del 1975, Battiato nei crediti ringrazia la pasticceria dei fratelli Costanzo. Ora il locale, situato quasi di fronte alla splendida basilica di San Pietro, ha cambiato nome ma si tramanda la memoria dell’antica denominazione in una lastra marmorea esposta sul muro esterno. Almeno in 3 circostanze ha cantato a Riposto: nel Ferragosto del 1969 a Villa Pantano, a metà degli anni 70, e il 30/8/1982 a Piazza Commercio, “davanti a una folla strabocchevole”.

Gioventù di Riposto. (Da un nostro album fotografico)

Gioventù di Riposto.
(Da un nostro album fotografico)

2) ALTRI LUOGHI DI “PERDUTO AMOR”–
A Fiumefreddo di Sicilia, una decina di Km a nord di Riposto, è stata girata, all’interno della Riserva Naturale Orientata “Fiume Fiumefreddo”, nei pressi di una pozza d’acqua (quadara in siciliano) dalla quale sembra giostrare una bianca entità metafisica, la scena in cui il protagonista Ettore conversa con altri due bambini compagni di gioco in una lingua criptica e incomprensibile. La riserva è magnifica, caratterizzata da vegetazione di ambiente di fiume ripariale e sommersa e di acquitrinio e conseguentemente ricca di biodiversità faunistica. Ad esempio qui vegeta il papiro. Si può raggiungere in bicicletta, percorrendo il lungomare fino a Marina di Cottone per poi svoltare a sinistra in direzione Fiumefreddo oppure in treno, fermandosi alla stazione omonima e dirigendosi a piedi verso il mare.
In una breve sequenza notturna di luna piena vengono inquadrati l’Isola Lachea ed il Faraglione Grande, gli scogli principali dell’arcipelago della Riviera dei Ciclopi (quelli che secondo il mito sarebbero stati scagliati dall’infuriato ed accecato Polifemo contro il fuggitivo Ulisse) di Acitrezza. Seduto sui gradini della vicinissima Piazza Castello ad Acicastello, Ettore, diventato ormai diciottenne (nei suoi panni l’attore Corrado Fortuna) annuncia ad un amico di voler lasciare la Sicilia e trasferirsi a Milano. Ad Acitrezza, come è più che risaputo, è ambientato il romanzo di Giovanni Verga “I Malavoglia”. Il meraviglioso borgo marinaro si raggiunge da Catania in autobus tramite la linea urbana 534 di ATM.
A Santa Venerina, una delle cittadine adagiate sulle basse pendici orientali dell’Etna, a meno di 10 Km da Riposto, c’è Casale Lesina-Villa Fago (situata fra le Vie Fago e XXV Aprile; se si sale da Giarre la si incontra prima di entrare nel centro cittadino), nei pressi della quale, dopo aver camminato per una stradina di campagna delimitata da “muri bassi di pietra lavica che arrivano al mare, Mary (interpretata da un’eccelsa Donatella Finocchiaro), madre dell’ancor piccolo Ettore trova conferma dell’infedeltà del marito. Da Riposto (e da Acireale) Santa Venerina è raggiungibile con le autolinee Zappalà e Torrisi. La stazione ferroviaria meno distante è quella di Guardia Mangano-Santa Venerina, a 5 Km dal paese.
A Catania le riprese in esterno sono state effettuate in Via dei Crociferi, pieno centro storico, al momento in cui il protagonista vede passare l’auto su cui siede Raffaella (impersonata da Nicole Grimaudo) e sulla spiaggia della Plaia.

Piazza Duomo - Catania

Piazza Duomo – Catania

Inoltre altre fasi del film hanno come set alcune città della provincia di Ragusa: il capoluogo stesso, Vittoria ed Ispica. In particolare a Ragusa ha epilogo la pellicola, quando al tavolino di un locale di Piazza Duomo, il prof. Martino Alliata (ovvero il filosofo Manlio Sgalambro), enuncia la teoria dell’appartenenza e ordina una granita di mandorla. A Ragusa Ibla, è immaginata l’abitazione di Martino Alliata stesso, nei pressi del celebre “Circolo di Conversazione; a Ispica la scalinata dell’imponente basilica di Santa Maria Maggiore è quella salita da Ettore bambino già affascinato dalla grande musica; a Vittoria, in Piazza Vittoria del Popolo,il padre del protagonista discute con amici di Italia, Sicilia e separatismo siculo.

3) MILO E DINTORNI
“Questa terra, come la Jonia di Eraclito e Anassagora è magica e richiama sempre coloro che gli appartengono, come se esercitasse un diritto: la legge appartenenza”. Così scandiva Manlio Sgalambro alla fine di Perduto Amor. Anche Franco Battiato all’inesorabile richiamo non poteva e non voleva sfuggire. Allontanatosi dalla Sicilia nel 1964, appena conseguita la maturità presso il Liceo scientifico “Archimede” di Acireale, vi ritorna stabilmente nel 1988. Prende casa in una antica villa appartenuta alla baronessa Flavia Musumeci, che adatta e ristruttura, nel comune di Milo, in località Praino, lungo Via Mazzini. L’abitazione è molto vicina e raggiungibile sia da Milo, sia dall’altra frazione, Fornazzo. Chiunque in zona saprà dare indicazioni precise. Se, da un lato, può suscitare comprensibile emozione in un cultore dell’arte di un genio come Battiato transitare davanti a casa sua ed al limite sostare per pochi secondi davanti al cancello, dall’altro vale la pena sottolineare che non è sintomo di intelligenza ed educazione arrecare in alcun modo disturbo suonando il campanello, schiamazzando o addirittura scrivendo sui muri come qualche cretino ha fatto.
ARRIVARE A MILO– Dal lungomare di Riposto si può raggiungere Milo, transitando per Sant’Alfio, a bordo di autobus Autolinee Buda. Come spesso purtroppo accade in Sicilia per le piccole compagnie di trasporto, le domeniche ed i festivi le corse sono molto ridotte. Milo è collegata anche ad Acireale (via Santa Venerina e Zafferana Etnea) tramite le autolinee Zappalà e Torrisie a Catania, per mezzo di AST (Azienda Siciliana Trasporti)

MILO – E’ una splendida cittadina di media montagna sul versante orientale del vulcano, situata a 750 metri sul livello del mare. Con il suo migliaio abbondante di abitanti è il comune meno popoloso dell’intera Provincia di Catania. I cartelli posti all’ingresso del paese recano la dicitura “Milo – città del vino e della musica”. Si può essere d’accordo con la definizione. Per quanto riguarda la musica, va ricordato che a fianco della residenza di Battiato aveva comprato casa Lucio Dalla, a cui peraltro è stato intitolato l’anfiteatro all’aperto, ubicato appena fuori dal centro, sede di spettacoli e concerti estivi. E negli immediati paraggi abitano altri musicisti come Rosario di Bella e Juri Camisasca. Quest’ultimo è un cantautore di straordinaria caratura e originalità, molto affine artisticamente a Battiato di cui, fin dai primi anni ’70 dello scorso secolo, e amico e collaboratore.
Dell’appellativo di città del vino in realtà si fregiano, a ragione, anche altri comuni del comprensorio, come ad esempio Zafferana Etnea e Sant’Alfio. Tutta l’area infatti è a forte vocazione vinicola, forte della fertilità del terreno “regalato” dal vulcano tramite le sue ceneri e le sue colate laviche. A Milo, in particolare,la maggior parte della superficie agricola è coltivata a vite; tra i vini Etna DOC di grande pregio che ne scaturiscono, uno, il Bianco Superiore, è tipico milese. E’ curioso notare che ancora oggi è consuetudine per i produttori locali vendere gran parte del loro vino direttamente ai consumatori o a piccoli dettaglianti. Esempio questo, per dirla alla Battiato, di attaccamento ai valori tradizionali. A Milo anche la lavorazione della pietra lavica e del legno oltreché la produzione del carbone sono attività eseguite secondo antichi procedimenti. Ma non tutto rimane inalterato e sempre uguale a sé stesso poichè, come si sa, il tempo cambia molte cose nella vita (anche di una comunità) e se spazza via inesorabilmente attività come la conservazione della neve ed il suo successivo trasporto estivo, tagliata a blocchi, a dorso di mulo verso i porti di Riposto o Catania per essere portata lontana via nave, ne incrementa altre, come quelle legate all’accoglienza di turisti e visitatori. In estate a queste quote, circondati dai boschi, il clima è fresco e offre refrigerio agli accaldati. Qualche anno fa Fornazzo è stato insignito del titolo di “Villaggio ideale d’Italia” dalla rivista “Airone” a testimoniare una buona qualità della vita: insomma si vive piuttosto bene nonostante l’Etna oppure, al contrario, proprio grazie all’Etna. La popolazione sa che deve convivere con la forza straordinaria della sua montagna di fuoco e non la considera una nemica. Disse una volta Battiato: “Mi ricordo che la lava dell’Etna veniva giù fino alla riva del mare, fino a toccare l’acqua. A volte il fronte lavico non è larghissimo ma quando scende è uno spettacolo e noi che ci siamo cresciuti ci abbiamo fatto l’occhio. Quando viene giù, la lava si mangia la terra, le case… Ma tutti noi consideriamo il vulcano un amico, è una montagna buona”. Tra il novembre 1950 e l’aprile 1951 i milesi se la videro davvero brutta: si aprirono due bocche eruttive del vulcano a quota 1800 ed un oceano di lava invase il paese e per alcuni mesi gli abitanti furono costretti ad abbandonare le loro case e rifugiarsi nei centri vicini. Ancora oggi, camminando per le strade del paese, si possono incontrare testimoni di quegli eventi (e di altri analoghi, precedenti o successivi, seppur meno drammatici) che rivolgendo lo sguardo verso un determinato blocco di lava ricordano in quale preciso mese ed anno sia stato sputato dalla pancia della Terra.
DA MILO A RIPOSTO – Una splendida esperienza, consigliabilissima a chi abbia voglia di scarpinare, è ridiscendere a Riposto a piedi. Il percorso più lungo, ma sicuramente più bello, è quello che passa per Sant’Alfio; sono quindici Km di cammino da monte a mare. Prima di partire è bene assaporare un’ultima volta il panorama che si ammira dalla Piazza Belvedere di Milo, uno dei balconi più suggestivi di tutta la Sicilia, con vista che spazia, nelle giornate più luminose, dalla Calabria a Siracusa. E, per ricaricarsi di energie in vista della lunga camminata, assaporare anche gli strepitosi dolciumi siciliani dell’adiacente pasticceria.
I primi 2 Km, fino a Fornazzo, sono in salita, poi gradualmente si inizia a scendere a mare contornati da sciare delle ginestre, muri bassi di pietra lavica e giardini di arance e limoni. Tappa intermedia del cammino può essere Sant’Alfio, cittadina 6 Km a valle di Milo, col quale fino al 1955 formava un unico comune. Qui nel mese di maggio, la popolazione porta in processione per le vie cittadine le reliquie dei tre santi protettori, fra canti ed esplosivi fuochi d’artificio, fragorosi come bombe. Echi di questa festa di devozione popolare si ritrovano nella canzone “Veni l’autunnu”, del 1988, cantata in dialetto “Sparunu i bummisupra a Nunziata,/ ‘n cielu fochi di culuri n’terra aria bruciata./E tutti appressu o santu ‘ndavanedda./Sicilia bedda mia Sicilia bedda”. Nunziata, situata a 200 metri di quota, dista da Sant’Alfio circa quattro Km. Essa, pur venendone sfiorata, si salvò quasi miracolosamente dalla colata lavica che nel 1928 distrusse completamente l’attigua Mascali, di cui era ed è frazione, città poi rifondata in brevissimo tempo più a valle. A Nunziata c’è una fermata della ferrovia Circumetnea.
Nei pressi di Sant’Alfio, in contrada Carpineto, merita sicuramente di essere visto l’albero più antico d’Italia: Il Castagno dei Cento Cavalli, d’età stimata attorno ai 4000 anni. Il nome gli deriva da una narrazione secondo la quale una regina, transitando in loco con una corte composta da cento cavalieri, sorpresa da un violento temporale, abbia trovato riparo sotto le fronde dell’albero. Lei assieme ai cento cavalieri ed ai cento cavalli.
4) ACIREALE
Ad Acireale, la città più grande e popolosa della provincia di Catania dopo il capoluogo, sono legati due momenti molto importanti della vita di Battiato. Il primo, lontanissimo nel tempo, è così raccontato dal protagonista stesso: “A undici, ero a capo di una piccola band di musica rock. Una volta suonammo su un carro in maschera, al Carnevale di Acireale. Ci diedero 13 mila lire a testa, una cifra per il 1955. Tornai a casa tutto contento per quel guadagno che mi sembrava pazzesco, da favola, ma trovai mio padre furibondo. Temeva che trascurassi gli studi, perciò mi ordinò di smettere: questa è l’ultima volta, mi disse.” Per fortuna non fu la sua prima ed ultima esibizione! Nella celeberrima canzone “Cuccurucucu”, si trova il verso “Per Carnevale suonavo sopra i carri in maschera” Quello di Acireale è il Carnevale più bello e conosciuto dell’isola. Nato nel ‘500, si svolge a febbraio quando nel centro storico sciamano coloratissimi carri allegorici con grandi maschere in cartapesta che affrontano, attraverso la satira, temi di attualità e sociali.
Il secondo punto di contatto fra Battiato ed Acireale è la frequenza del Liceo Scientifico “Archimede”. Come risaputo, appena sostenuto l’esame di maturità, lasciò l’isola in cerca di fortune musicali.
La città, molto bella, con una fisionomia prevalentemente barocca derivatale dalla ricostruzione successiva al devastante terremoto del 1693, gravita attorno a Piazza Duomo, su cui si affacciano la splendida cattedrale, la basilica dei Santi Pietro e Paolo ed importanti palazzi barocchi.
Da Riposto, da cui dista una ventina di Km, Acireale può essere raggiunta sia per via ferroviaria (anche se la stazione acese è situata ad almeno un paio di Km dal centro storico), sia, più comodamente con le autolinee Zappalà e Torrisi che assicurano molte corse giornaliere.

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